Nei registri dell’Associazioni italiana per la donazione degli organi sono in aumento gli iscritti nati all’estero che hanno raggiunto il 2,4% del totale.

Fra loro anche 312 marocchini, la stessa nazionalità dei genitori delle due bambine travolte dal crollo di un albero a Marina di Massa.

È un dato che cresce quello dei soci di Aido che sono nati all’estero. Sono il 2,4%, pari a 33.585 su un totale di oltre 1 milione e 400mila soci. «Da alcuni anni stiamo facendo sensibilizzazione nelle comunità straniere e realizzato anche degli opuscoli multilingue», spiega Aurelio Navarra della segreteria nazionale Aido. Nella classifica dei possibili donatori nati all’estero i primi posti sono occupati da cittadini di origine europea (Svizzera, Francia, Germania, Romania, Belgio…) I primi extraeuropei sono gli argentini (1.240), per quanto riguarda il Nord Africa sono nati in Libia poco più di mille soci Aido, mentre 312 sono quelli nati in Marocco.

E del Marocco è originaria la famiglia delle due bambine che hanno perso la vita per un albero abbattuto dal vento che è caduto sulla tenda in cui dormivano nel campeggio a Marina di Massa.
Esce dalle pagine di cronaca la storia di Malak (14 anni) e Jannat (quasi 3 anni) per entrare in un racconto di solidarietà grazie alla decisione dei genitori, Fatima e Hicham Lassiri, di donare gli organi della figlia Malak.

«Quello dei due genitori di origine marocchina è un bell’esempio di integrazione sociale. È un segno del loro riconoscimento nella comunità in cui vivono», commenta Flavia Petrin, presidente nazionale dell’Aido – l’Associazione italiana per la donazione degli organi in questi giorni impegnata in una campagna di sensibilizzazione al Giro d’Italia Giovani under 23. «La solidarietà è un valore che va al di là di ogni confine nazionale».

«Sono due genitori straordinari» conclude Petrin «Come Aido vorrei ringraziarli anche a nome di quelle famiglie che grazie al loro dono potranno avere la gioia di vedere i lofo figli crescere. È un grazie che va a tutti quei genitori che scelgono il dono in un momento così drammatico e doloroso».

La volontà di donare gli organi può essere espressa solo dai maggiorenni, mentre per i minori, secondo la normativa, la scelta spetta ai genitori che devono essere concordi.

In apertura immagine di S. Hermann & F. Richter from Pixabay

Antonietta Nembri 30 Agosto 2020

 

FONTE: Antonietta Nembri WWW.VITA.IT