COLLOCAMENTO MIRATO

” CATEGORIE PROTETTE”

Si comunica che ai sensi dell’art. 39 Decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 e sino alla fine dello stato di emergenza, i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità hanno diritto di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

  

 

Il collocamento delle persone con disabilità è disciplinato dalla Legge del 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.

Tale disciplina ha la finalità di promuovere l’inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro delle persone diversamente abili attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.

Si segnala, in proposito, che, ogni due anni, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presenta al Parlamento la Relazione sullo stato di attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 (art. 21). Per consultare le ultime Relazioni vai alla pagina dedicata.

Nel tempo, sono intervenuti molteplici interventi legislativi, tra i quali si ricorda il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 che, con l’obiettivo di sostenere l’inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità, ha previsto la semplificazione delle procedure esistenti.

Le linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità (art. 1, D.Lgs. n. 151/2015) devono attenersi ai seguenti principi che tengono conto dei diversi soggetti coinvolti, valutando in maniera onnicomprensiva tutti gli aspetti attinenti all’inserimento:

– la promozione di una rete integrata con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, nonché con l’INAIL, per favorire l’accompagnamento e il supporto della persona con disabilità durante il suo percorso d’inserimento;

– la promozione di accordi territoriali con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le cooperative sociali, le associazioni delle persone con disabilità e i loro familiari nonché le organizzazioni del Terzo settore rilevanti, al fine di favorire l’inserimento lavorativo;

– l’individuazione di modalità di valutazione bio-psico-sociale della disabilità, unitamente alla definizione dei criteri di predisposizione dei progetti di inserimento lavorativo che tengano conto delle barriere e dei facilitatori ambientali rilevati e alla definizione di indirizzi per gli uffici competenti funzionali alla valutazione e progettazione dell’inserimento lavorativo;

– l’analisi delle caratteristiche dei posti di lavoro da assegnare alle persone con disabilità, anche con riguardo agli adeguamenti che il datore di lavoro è tenuto ad adottare;

– l’istituzione di un responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro con il compito di predisporre progetti personalizzati per le persone con disabilità e di risolvere i problemi legati alle condizioni di lavoro dei dipendenti con disabilità;

– l’individuazione di buone pratiche di inclusione lavorativa.

FONTE. CLIC.LAVORO.GOV

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