Ieri è stato publicato questo articolo sul sito del CNT Centro Nazionale Trapianti.

 

In queste settimane di avvio della campagna vaccinale contro il Covid-19 nel nostro Paese, sono molte le richieste di approfondimento che ci sono pervenute da parte dei pazienti trapiantati e di chi è in attesa dell’intervento.

La maggior parte dei quesiti riguarda l’opportunità di procedere alla vaccinazione; pur rimandando la valutazione dei singoli casi alla valutazione clinica del medico curante, il Cnt raccomanda la somministrazione del vaccino sia per i pazienti in lista di attesa che per i trapiantati. Infatti, i dati raccolti dal Cnt dall’inizio della pandemia dimostrano che il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti in attesa di trapianto e trapiantati è più elevato e le conseguenze del COVID-19 più gravi rispetto alla popolazione generale. Alla luce di questi dati, che dimostrano la fragilità dei pazienti in attesa di trapianto e dei trapiantati, ed in considerazione del fatto che la vaccinazione risulterebbe avere maggiore efficacia nel paziente ancora non sottoposto a terapia immunosoppressiva, è opportuno che la popolazione dei pazienti in attesa di trapianto venga inserita tra quelle con accesso prioritario alla somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2.

Per quanto riguarda i pazienti già trapiantati, nonostante questi siano stati esclusi dagli studi registrativi e quindi non si disponga di dati certi di sicurezza ed efficacia del vaccino in questa popolazione, riteniamo utile considerare la vaccinazione a distanza di almeno 3-6 mesi dal trapianto. Questa indicazione nasce dall’esperienza fatta nell’utilizzo diffuso di altri tipi di vaccinazione nei pazienti sottoposti a trapianto di organo solido, e non ci si aspetta che la sicurezza del vaccino in questi soggetti possa essere diversa da quanto osservato nei pazienti arruolati negli studi registrativi. È peraltro noto che le persone trapiantate hanno una minore risposta ai vaccini se comparati con quelle senza deficit immunitari, ma riteniamo che il potenziale vantaggio offerto dalla vaccinazione superi le preoccupazioni per una ridotta risposta, come suggerito dal recente documento dello European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). 

Queste ultime considerazioni sono da applicare anche ai pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche, per i quali la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 potrebbe essere prevista dopo 6 mesi dal trapianto, nell’ambito del piano vaccinale che già viene predisposto per questa tipologia di pazienti.

Sul fronte delle tempistiche della somministrazione del vaccino per coloro che sono in attesa di trapianto o che lo hanno già ricevuto è stata recentemente avviata un’interlocuzione con il Comitato Tecnico Scientifico, al quale il Cnt si è rivolto per rappresentare le necessità vaccinali dei pazienti in attesa o già trapiantati, per ricevere ulteriori approfondimenti e per sottolineare la necessità di realizzare un registro dedicato al monitoraggio dell’arruolamento dei pazienti in attesa o trapiantati nel protocollo vaccinale, e della risposta al vaccino.

Infine, si ricorda che, secondo il Piano vaccinale strategico del Ministero della Salute, subito dopo il personale sanitario e sociosanitario, gli ospiti delle lungodegenze e le persone con più di 80 anni, sarà il turno delle persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti, come i pazienti trapiantati, e di chi soffre di più di una patologia cronica pregressa, come le persone con insufficienza terminale d’organo

Data di pubblicazione: 15 gennaio 2021 , ultimo aggiornamento 15 gennaio 2021

 

FONTE: CNT Centro Nazionale Trapianti

 

Attendiamo tutti, con molto interesse i sviluppi futuri.