Oggi, a quarant’anni da quell’impresa, l’Italia è tra i leader mondiali nella trapiantologia cardiaca: nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con un aumento costante anche nel 2025. Sale l’età media di donatori e riceventi, indice di una maggiore efficacia dei trapianti e della crescente capacità della Rete italiana di gestire complicanze e comorbidità.
Dal 2002 oltre 7.000 pazienti hanno ricevuto un nuovo cuore, in gran parte uomini affetti da cardiomiopatie. Il caso più emblematico è quello di Gian Mario Taricco, trapiantato nel 1985 a Pavia: il suo cuore batte ancora, rendendo il suo il trapianto più longevo d’Europa.
Nel tempo è cambiato anche il profilo dei donatori — oggi più anziani e con cause di morte diverse — e sono stati introdotti i donatori a cuore fermo, che hanno ampliato le possibilità di salvezza.
(fonte Uff. Stampa CNT – Istituto Superiore di Sanità)