Più di 180 partecipanti provenienti da 57 paesi sono intervenuti lo scorso 9 e 10 novembre a Santander, in Spagna. Obiettivo del summit era tracciare un percorso di azioni condivise nel campo della trapiantologia per i prossimi 10 anni.

In particolare, il convegno– che si è svolto sotto la presidenza di turno spagnola del Consiglio dell’Unione Europea e che è stato supportato, tra i diversi enti internazionali, anche dall’OMS- intendeva rivedere criticamente la situazione attuale delle donazioni e dei trapianti di organi, tessuti e celluleidentificando le principali sfide future a beneficio di cittadini e pazienti in tutto il mondo.

«Le raccomandazioni, rivolte alle autorità governative dei diversi Paesi, pongono l’accento su alcuni principi generali che sono già alla base del nostro sistema donativo e trapiantologico», ricorda il direttore generale del Cnt. «Tra questi, la biovigilanza, di cui l’Italia ha una riconosciuta esperienza a livello internazionale quale collaborating centre dell’OMS. Oppure l’accessibilità al trapianto quale terapia salva-vita e migliorativa, totalmente gratuita e ricompresa nei Livelli Essenziali d’Assistenza». «Ma da Santander- prosegue Massimo Cardillo– arrivano anche degli stimoli su cui il nostro Paese può e dovrebbe fare di più, come l’ulteriore sviluppo della donazione di organi da deceduto, e la crescita della donazione da vivente, che possa efficacemente affiancarsi al prelievo da donatore deceduto». Infine, la dichiarazione prende in esame anche l’impiego clinico di tutte le sostanze di origine umana quali- ad esempio- il microbiota o le cellule riproduttive.

Insieme al direttore generale e alla responsabile dei Rapporti Internazionali del Cnt, Paola Di Ciaccio, la delegazione italiana a Santander ha visto la partecipazione di esperti della nostra Rete come Francesco Procaccio, Umberto Cillo, Luciano Potena (past president dell’ESOT) ed Emanuele Cozzi (nella veste di presidente del CD-P-TO del Consiglio d’Europa).

I 5 punti della “Dichiarazione di Santander:

  • Migliorare il percorso assistenziale dei pazienti in attesa di trapianto e trapiantati
  • Sviluppare percorsi donativi in grado di sostenere il fabbisogno di trapianto
  • Assicurare la trasparenza e sorveglianza dei processi
  • Rafforzare la prevenzione del traffico illecito di organi e di tutte le sostanze di origine umana
  • Incoraggiare pratiche innovative e responsabili per l’uso clinico di tutte le sostanze di origine umana

>>> Leggi e scarica il testo integrale delle Raccomandazioni.

>>> Consulta le pagine del nostro sito dedicate alle attività internazionali del Cnt

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